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Tibet: immolazioni, per funzionario cinese colpa Dalai Lama

Questo contenuto è stato pubblicato il 09 novembre 2012 - 10:15
(Keystone-ATS)

Le immolazioni di tibetani che si danno fuoco per protesta contro la politica cinese nel territorio sono almeno in parte "istigate dal Dalai Lama e dalla sua cricca". Lo ha sostenuto oggi un alto funzionario del governo della Regione Autonoma del Tibet, il cui nome in cinese è Luosang Jiangcun, in una conferenza stampa della delegazione della Regione al 18/mo Congresso del Partito Comunista Cinese, che è in corso a Pechino.

Luosang ha aggiunto che per quanto riguarda le altre, le ragioni sono "complicate" e di solito "individuali". Con le cinque o sei (a secondo delle fonti, sempre tibetane) di ieri, il totale delle 'immolazioni" di protesta ha raggiunto le 69 dal 2009. Nel solo 2012 le immolazioni sono state 56. La maggior parte degli "autoimmolati", 56 secondo il sito web della Campagna Internazionale per il Tibet, sono morti. Gruppi di esuli tibetani affermano che ieri e oggi migliaia di persone, in gran parte giovani, hanno partecipato a manifestazioni di protesta anticinesi a Tongren, in una zona tibetana della provincia del Qinghai.

Il Dalai Lama, leader spirituale dei buddhisti tibetani e premio Nobel per la pace, vive in esilio in India dal 1959.

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