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Timori degli svizzeri: al primo posto ancora la disoccupazione

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 dicembre 2012 - 09:17
(Keystone-ATS)

Rimane la disoccupazione la principale preoccupazione degli svizzeri: lo afferma l'edizione 2012 del "barometro delle apprensioni" di Credit Suisse. La maggioranza della popolazione giudica comunque che la situazione economica della Confederazione sia stabile, malgrado la crisi che ha investito l'Europa, e un quinto degli interrogati prevede addirittura miglioramenti nel prossimo futuro.

Il sondaggio è stato condotto per conto di Credit Suisse dall'istituto demoscopico gfs.bern, che nello scorso agosto ha intervistato mille aventi diritto di voto in tutto il paese.

Gli interrogati dovevano indicare le cinque maggiori preoccupazioni su una lista di 34. Dopo la disoccupazione - il principale timore per il 49% del campione - a inquietare gli svizzeri sono la problematica degli stranieri, l'integrazione e la libera circolazione (37%), la previdenza vecchiaia (36%), l'asilo (32%) e la sanità (30%). Seguono la crisi europea (22%) e la sicurezza personale (21%).

I problemi congiunturali nel barometro 2012 sono invece scivolati verso il basso della classifica. La crisi finanziaria si situa al 13esimo posto (con una percentuale del 14%), la crisi economica al 20esimo (9%) e le preoccupazioni legate alla Borsa al 24esimo (7%).

Un sondaggio di Credit Suisse condotto parallelamente a quello delle preoccupazioni indica inoltre che l'86% degli svizzeri e delle svizzere sono orgogliosi del proprio paese. Viene così eguagliato il record registrato nel 2007. Solo l'11% ha espresso parere contrario, una percentuale che non è mai stata tanto bassa. L'"orgoglio" nazionale si fonda in particolare su componenti politiche, quali la neutralità, l'autonomia, i diritti politici e la possibilità di far sentire la propria voce.

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