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Accesso a internet senza affitto di linea telefonica, collegamenti a tecnologia IP e non più analogici o ISDN, fine dell'obbligo di mettere un telefono pubblico in ogni comune: sono alcuni cambiamenti nelle prestazioni del servizio universale dal 2018.

La concessione attuale, attribuita nel 2007 a Swisscom per una durata di 10 anni, scade alla fine del 2017. In vista della procedura di rilascio della prossima concessione, l'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) ha messo oggi in consultazione fino al primo di dicembre il progetto di revisione dell'ordinanza sui servizi di telecomunicazione (OST), nella quale è definito il contenuto del servizio universale.

La nuova OST cerca di adeguare il servizio di telecomunicazioni alle necessità e all'evoluzione tecnologica, sottolinea una nota odierna dell'UFCOM.

In questo senso in futuro, il concessionario non fornirà più i tradizionali collegamenti analogici e ISDN ma un collegamento multifunzionale basato sulla tecnologia IP (protocollo internet). Il passaggio totale al solo IP è previsto nel 2021.

I consumatori disporranno di tre offerte: telefonia, internet o una combinazione dei due. Il loro prezzo massimo mensile (IVA esclusa) sarà rispettivamente di 27,20 franchi, 44,85 e 58,75, comprese tutte le chiamate verso le reti fisse e mobili in Svizzera.

La velocità minima per l'accesso a internet sarà portata a 3000/300 kbit/s, ossia 1000/100 kbit/s in più rispetto alla situazione attuale, per tener conto del fatto che spesso sono collegati contemporaneamente ad internet diversi apparecchi. Con due smartphone (2x500 kbit/s), un tablet (1000 kbit/s) e un computer (1000 kbit/s), si arriva già al minimo richiesto.

Quanto ad altre novità, per i sordi ci sarà un servizio di intermediazione nella lingua dei segni tramite videotelefonia. Il servizio universale manterrà poi la trascrizione e l'intermediazione dei messaggi brevi per gli audiolesi nonché il servizio d'elenco e di commutazione per le persone con problemi di vista e quelle con difficoltà motorie.

Alcune prestazioni saranno invece ritirate dal servizio universale perché non rispondono più a un bisogno essenziale o perché il mercato propone offerte alternative. La soppressione riguarda il blocco delle comunicazioni uscenti, la trasmissione di dati su banda stretta, il servizio fax e la messa a disposizione di un telefono pubblico a pagamento in ogni comune svizzero.

Alla fine del 2012 c'erano ancora 5678 cabine pubbliche in tutto il paese; alla fine del 2014 erano 3105. Almeno 880 sui circa 2324 comuni svizzeri hanno già rinunciato a questo loro diritto. Secondo un sondaggio realizzato nel 2014, solo l'8% delle persone interrogate hanno fatto ricorso ad un telefono pubblico durante l'anno. Il 25,5% delle persone nella fascia di età dai 15 ai 29 anni non l'ha mai utilizzato.

Una volta che il Consiglio federale avrà approvato la nuova OST, la Commissione federale delle comunicazioni (ComCom) potrà preparare la procedura di rilascio della nuova concessione per il servizio universale.

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SDA-ATS