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Toni Brunner vuole che l'UDC ottenga due seggi in più al Consiglio degli Stati durante le prossime elezioni federali. I candidati non dovranno essere sostenitori della linea dura del partito, ma piuttosto "radunatori di maggioranze", assicura il presidente dell'UDC, intervistato dalla "SonntagsZeitung".

Questo obbiettivo pare "modesto", aggiunge, ma è "una lunga marcia" verso il Consiglio degli Stati. Con queste parole, Brunner intende dire che si tratta di un progetto a medio termine: "questo risultato può anche essere raggiunto alle prossime elezioni federali".

Il presidente del partito vede delle possibilità reali per l'UDC nel 2015 a San Gallo, Zurigo, Argovia, Berna e nella Svizzera centrale. Bisogna passare dalla "strategia rompighiaccio" del 2011 a una "strategia realista orientata verso le maggioranze", sottolinea.

Brunner vede per altro il Consiglio degli Stati come "una Camera problematica", che fa avanzare progetti di sinistra e allineati all'UE". Gli eletti moderati dell'UDC dovrebbero veicolare le idee del partito agli Stati, assicura il sangallese.

Alle ultime elezioni federali, alcuni membri dell'UDC come Christoph Blocher (ZH), Caspar Baader (BL), Adrian Amstutz (BE), Jean-François Rime (FR) o lo stesso Brunner non sono passati agli Stati con lo scrutinio maggioritario. Cosa ancora più grave: la delegazione UDC è stata ridotta da sette a cinque membri.

Le voci su possibili candidati UDC arrivate ai media nelle scorse settimane hanno fatto emergere il nome dell'ex consigliera di Stato zurighese Rita Fuhrer, mentre il consigliere nazionale bernese Rudolf Joder ha mostrato il proprio interesse.

SDA-ATS