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Piazza San Carlo a Torino dopo la finale di Champions League.

KEYSTONE/EPA ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

(sda-ats)

Non ci sono più speranze per Erika Pioletti, 38 anni, di Domodossola, la più grave dei 1527 feriti nella bolgia di piazza San Carlo (Torino) durante la trasmissione della finale di Champions League.

"Gli esami - dicono i medici - hanno accertato un gravissimo danno cerebrale. La prognosi è pessima. Purtroppo ci si aspetta il decesso della paziente in tempi brevissimi".

La donna, travolta dalla folla in preda al panico, aveva riportato un infarto da schiacciamento.

L'inchiesta giudiziaria sta appurando cosa ha trasformato i 30 mila raccolti in piazza San Carlo in una 'mandria' impazzita. La Divisione investigazioni generali e operazioni speciali (Digos) sta facendo ordine fra innumerevoli testimonianze ("qualcuno diceva di avere sentito degli spari", "c'è stato un boato", "si prendevano a spintoni") ma c'è una pista che si segue con interesse: quella delle persone che hanno avvertito "difficoltà respiratorie" e sintomi simili a quelli prodotti da "sostanze urticanti". Per questo la Procura di Torino ha affidato ai vigili del fuoco degli accertamenti sull'impianto di areazione del parcheggio sotterraneo, rimasto aperto.

Per capire se ci sono state delle carenze nella gestione, i pubblici ministeri hanno raccolto documenti in Prefettura, municipio, questura, polizia municipale, servizio 118 e consorzio Turismo Torino, la partecipata del Comune che ha organizzato l'evento in piazza. Fra le carte spiccano i verbali della "Commissione provinciale di vigilanza", organo composto fra l'altro da rappresentanti del prefetto, del questore e del sindaco.

Notizie buone arrivano invece dall'ospedale Molinette, dove una ventiseienne di origini calabresi è uscita dalla rianimazione ed è stata trasferita in un reparto di degenza. "Sta meglio", comunicano i sanitari. Stabile l'altra paziente ricoverata nel nosocomio, una donna di 63 anni.

SDA-ATS

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