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Toyota: presidente si scusa ma resta, allarme fari in Usa

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 febbraio 2010 - 18:01
(Keystone-ATS)

TOKYO - Akio Toyoda, persidente di Toyota, compare in pubblico e offre le sue "pubbliche scuse" per i ritiri di 8 milioni di auto legati al pedale dell'acceleratore, annunciando una commissione che faccia luce su quanto accaduto.
Il numero uno di Toyota, nipote del fondatore, rompe il silenzio pressoché totale, motivo di critiche della stampa e del disappunto della gente comune, per aver lasciato la società in un momento che lui definisce "critico". In una conferenza stampa nel quartier generale di Nagoya, Toyoda dice di aver rotto gli indugi "sapendo che ci sarebbero stati clienti che avrebbero trascorso il weekend preoccupandosi della loro auto. Believe me, Toyota cars are safe (Credemi, le automobili Toyota sono sicure, ndr)", dice in un inglese un po' sibilato forse per l'emozione: "la sicurezza dei clienti è la priorità".

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