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Comincerà il 30 novembre davanti al Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona il processo a quattro persone - tre russi e un francese - accusati di corruzione in un caso che interessa il gigante energetico russo Gazprom.

I dibattimenti dovrebbero durare diversi giorni. I reati in esame sono falsità in documenti, riciclaggio di denaro nonché corruzione di pubblici ufficiali stranieri.

Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) accusa uno degli imputati, direttore della filiale di ABB in Russia, di aver versato bustarelle a funzionari di Gazprom fra il 2001 e il 2006. I pagamenti sarebbero stati effettuati per ottenere appalti nel quadro di diversi progetti di costruzione. Un comportamento analogo è addebitato a un altro accusato, che dapprima era dipendente di ABB Russia e poi direttore nel paese di Alstom.

Gli altri due imputati sono invece funzionari di Gazprom che avrebbero ricevuto le tangenti, per un ammontare complessivo di diversi milioni di franchi. Uno dei due si sarebbe inoltre macchiato di riciclaggio: il denaro sarebbe transitato attraverso una società di comodo con sede a Cipro per poi arrivare in Svizzera. Nel giugno scorso il TPF aveva respinto un ricorso riguardante il blocco dei soldi depositati su conti elvetici.

L'avvio del processo è stato ritardato di diversi mesi dopo che lo stesso TPF in luglio ha rinviato il dossier alla procura federale, ritenendo insufficiente la documentazione prodotta e chiedendo che fosse completata. Secondo l'avvocato di un imputato mancavano informazioni essenziali riguardanti le transazioni finanziare relative alla Svizzera: in mancanza delle stesse non era possibile stabilire la competenza della giustizia elvetica.

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SDA-ATS