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Behring con la moglie a Bellinzona il 30 maggio scorso, giorno d'inizio del processo a suo carico

Keystone/KEYSTONE/TI-PRESS/SAMUEL GOLAY

(sda-ats)

Il Tribunale penale federale ha condannato oggi a 5 anni e 6 mesi di carcere il finanziere basilese Dieter Behring, accusato di aver truffato con un sistema piramidale 2000 investitori per complessivi 800 milioni di franchi tra il 1998 e il 2004.

Behring può ancora ricorrere al Tribunale federale. Il processo a suo carico si era tenuto a Bellinzona dal 30 maggio al 30 giugno scorsi. Il pubblico ministero Tobias Kauer aveva chiesto sei anni e nove mesi di reclusione per truffa per mestiere e riciclaggio di denaro, la difesa l'archiviazione del caso, o alternativamente il proscioglimento dell'imputato 61enne.

Nella sua requisitoria, il pubblico ministero Kauer aveva rilevato che tutti gli indizi convergono nell'indicare che il "sistema Behring", con promesse di rendite a due cifre, era un sistema truffaldino piramidale - come il collaudato "schema Ponzi" analogo alla "catena di Sant'Antonio" - che fa guadagnare i primi arrivati per lasciare a mani vuote tutti quelli che seguono.

Il procuratore ha giustificato la lunghezza del procedimento adducendo la complessità del caso e il comportamento "ostruttivo" dell'imputato. La difesa ha invece denunciato una violazione del principio di celerità da parte del Ministero pubblico della Confederazione (MPC).

La sentenza odierna fa seguito a un procedimento durato ben 12 anni. Arrestato nell'ottobre 2004, Behring era stato rilasciato a fine aprile 2005. Nel marzo 2007 era stato di nuovo arrestato, per essere poi liberato dopo il pagamento di una cauzione di un milione di franchi in contanti. Il passaporto gli era stato confiscato.

In origine dieci persone erano nel mirino degli inquirenti. Nel 2012 la Procura federale ha però deciso di concentrare le sue attenzioni sul solo Behring, emettendo decreti di abbandono nei confronti degli altri nove coimputati.

Una decisione vigorosamente contestata dalla difesa durante il processo. L'avvocato Bruno Steiner ha espresso il sospetto che il TPF e l'MPC, per facilitarsi il compito, avessero trovato un'intesa per portare avanti il procedimento penale solo nei confronti di Behring, lasciando invece cadere quelli avviati contro le altre nove persone implicate.

La sentenza odierna è ben lungi da chiudere il caso. Un ricorso al Tribunale federale appare più che probabile. Inoltre, durante il processo, Behring e i suoi avvocati hanno utilizzato tutti i mezzi a loro disposizione per prolungare il procedimento, con una raffica di richieste di ricusazione e denunce penali contro i magistrati coinvolti. Per i reati economici come quelli a carico del basilese subentra la prescrizione dopo 15 anni.

Il procuratore generale della Confederazione Michael Lauber - che ha deposto come teste e ha negato che contro i coimputati fossero già bell'e pronti atti d'accusa - è stato denunciato per falsa testimonianza. Con il suo vice Ruedi Montanari e il procuratore federale Tobias Kauer, Lauber è inoltre accusato dalla difesa di Behring di abuso di autorità e sviamento della giustizia.

L'Autorità di vigilanza sul Ministero pubblico della Confederazione ha designato un procuratore straordinario per esaminare le denunce, il magistrato sangallese Thomas Hansjakob. Ma Behring ha presentato un'istanza di ricusazione anche contro di lui, della quale dovrà occuparsi la Camera dei reclami penali del TPF.

Non è tutto. La difesa di Behring ha denunciato anche il presidente del TPF Daniel Kipfer Fasciati, da essa sospettato di violazione del segreto d'ufficio, abuso d'autorità, falsità in atti formati da pubblici ufficiali o funzionari e tentato favoreggiamento. Fasciati ha presieduto la corte di tre giudici che ha condotto il processo contro il finanziere.

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SDA-ATS