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TPF: chiesti 8 anni e mezzo per proprietario bordelli

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 novembre 2011 - 20:58
(Keystone-ATS)

Otto anni e mezzo per il principale imputato e pene tra due anni e mezzo e tre anni per i suoi quattro complici. È quanto ha chiesto oggi il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) nel processo contro un 60enne solettese, proprietario di un bordello, e quattro conniventi accusati di tratta di essere umani per aver costretto 143 brasiliane a praticare la prostituzione in Svizzera.

Secondo l'accusa, tutti devono essere riconosciuti colpevoli di sequestro di persona, promovimento della prostituzione e tratta di esseri umani. Il principale imputato si sarebbe inoltre reso colpevole di contraffazione di monete, commercio di droga, violazione della legge sugli stranieri e pornografia.

L'MPC accusa i cinque presunti malviventi di aver fatto venire in Svizzera, tra il 2001 e il 2006, 143 donne brasiliane di misera condizione proponendo loro di lavorare come bambinaie o donne di servizio.

Dopo il loro arrivo in Svizzera, le donne sono state confrontate a tutt'altra realtà. Secondo la procura, sono state private di passaporto e chiuse in bordelli del canton Soletta a Wolfwil, Olten e Wanger bei Olten. Sono state anche obbligate a rimborsare le spese di viaggio dall'America latina praticando la prostituzione.

Questa tesi è sempre stata negata dai cinque: le donne sono venute di loro iniziativa nel canton Soletta seguendo l'invito di loro compatriote già attive sul locale mercato del sesso, hanno sostenuto.

I dibattimenti riprenderanno verosimilmente domani con l'arringa della difesa. La sentenza è attesa per il primo dicembre.

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