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TPF: importò elicotteri, assolto, "non è materiale bellico"

Il Tribunale penale federale a Bellinzona KEYSTONE/TI-PRESS/CARLO REGUZZI sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 16 settembre 2019 - 17:16
(Keystone-ATS)

I due elicotteri importati in Svizzera, privi di motori e trasmissione, non possono essere considerati materiale bellico.

Con questa motivazione, il Tribunale penale federale (TPF) ha assolto oggi a Bellinzona un imprenditore che aveva acquistato in Italia due apparecchi Agusta Bell 212 ASW.

Non si trattava ormai più di apparecchi da combattimento perché, prima della vendita, la Marina militare italiana, che li aveva in dotazione, ha rimosso tutti gli elementi da guerra, ha spiegato il presidente della corte Guy Garré.

L'importatore ha quindi agito in buona fede, ha sottolineato, poiché l'uomo intendeva proporre il materiale all'industria cinematografica o a rivenditori di pezzi di ricambio.

Il TPF ha concesso al 54enne italo-svizzero, che nel 1998 ha fondato una società aeronautica a Cresciano, un risarcimento di 14'000 franchi. Le spese processuali sono a carico della Confederazione. Le carlinghe degli elicotteri, confiscate nel febbraio del 2018 a Chiasso, gli verranno restituite.

Il Ministero pubblico della Confederazione, rappresentato dal procuratore federale Sergio Mastroianni, aveva chiesto una pena di 20 aliquote giornaliere da 30 franchi sospese e 100 franchi di multa per tentata violazione della legge sul materiale bellico.

Filippo Gianoni, legale dell'importatore, ha espresso soddisfazione per il verdetto. Esamineremo l'ammontare dell'importante perdita finanziaria subita dal mio cliente dall'inizio della vicenda, ha spiegato all'agenzia Keystone-ATS, riservandosi la possibilità di chiamare in causa la Segreteria di Stato dell'economia (Seco), che ha avviato il tutto.

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