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L'estradizione in Ucraina di persone perseguite penalmente in quel paese è ammissibile, ma soltanto se vengono fornite precise garanzie sul rispetto dei loro diritti umani. Lo ha stabilito il Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona, esaminando il caso di una donna ricercata in patria per truffa, riciclaggio, abuso di autorità e falsità in documenti.

L'Ufficio federale di giustizia (UFG) ha risposto positivamente alla richiesta ucraina di estradizione, ma ha richiesto certe garanzie diplomatiche. Queste non sono tuttavia formulate in modo sufficiente chiaro, ritengono i giudici di Bellinzona in una decisione pubblicata oggi dopo il ricorso della donna.

Il TPF impone all'UFG di rimediare: la dichiarazione di garanzia deve assicurare che la detenzione preventiva e l'esecuzione della pena vengano effettuate in un carcere nei pressi della capitale Kiev, fino a una distanza massima di 200 chilometri, o a ovest di questa zona. È dunque esclusa l'Ucraina orientale dove la situazione è attualmente precaria.

La Svizzera richiede spesso nelle procedure di estradizione simili garanzie diplomatiche, per assicurarsi che sia rispettato il diritto internazionale.

La donna in questione si è vista rifiutare la richiesta di asilo dall'Ufficio federale della migrazione. Il TPF ritiene che il procedimento penale nei suoi confronti non abbia motivazioni politiche.

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SDA-ATS