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TPF: propaganda islamista, condanna con la condizionale

Pena pecuniaria sospesa per propaganda dell'Isis: responsabilità "lievi", secondo il TPF (nell'immagine d'archivio) KEYSTONE/TI-PRESS/ALESSANDRO CRINARI sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 26 giugno 2020 - 15:35
(Keystone-ATS)

Un 35enne domiciliato a Basilea Campagna è stato riconosciuto colpevole di propaganda in favore dello Stato islamico (Isis). Il TPF di Bellinzona gli ha inflitto una pena pecuniaria di 25 aliquote giornaliere di 100 franchi con la condizionale.

L'imputato è stato condannato anche per ripetuta rappresentazione di atti di cruda violenza. Nella sentenza pubblicata oggi, il Tribunale penale federale (TPF) ha comunque giudicato le sue responsabilità come "lievi".

La prima imputazione, che si riferisce all'articolo 2 della Legge federale che vieta i gruppi "Al-Qaïda" e "Stato islamico", tiene conto di post fatti nel 2015 su Facebook. Il TPF ha ritenuto che quelle immagini e quei commenti davano all'utilizzatore medio un'impressione positiva della vita all'interno dell'Isis.

A proposito delle immagini di cruda violenza, i legale dell'imputato aveva sostenuto in aula, all'inizio di questa settimana, che si trattava di immagine storiche, risalenti alla guerra d'Algeria, e che esse avevano un valore scientifico. Di tutt'altro avviso il Tribunale penale federale, tanto più che quelle immagini sono state utilizzate senza alcun riferimento al loro contesto.

Il TPF ha inoltre stabilito che un video di propaganda dell'Isis, trasmesso dall'imputato su WhatsApp prima del 2015, non sottostà alla legge federale in materia, perché questa è entrata in vigore soltanto il 1° gennaio di cinque anni fa.

Nel complesso, il TPF ha giudicato i reati commessi dall'imputato come "lievi" ed ha quindi ridotto la condanna rispetto all'istanza precedente. Nel maggio del 2019, il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) aveva fissato, in un un decreto di accusa, una condanna a 180 giorni di detenzione, pure sospesi, e a una multa di 1'000 franchi. Il 35enne ha però interposto ricorso.

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