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BRUXELLES - Era stato assolto in primo grado dall'accusa di crimini di guerra e crimini contro l'umanità, rafforzando in patria il suo mito di eroe nazionale, ma oggi la Corte d'appello del tribunale penale internazionale dell'Aja (TPI) ha ordinato di rifare il processo contro l'ex premier del Kosovo, Ramush Haradinaj.
Il colpo di scena, che azzera la sentenza del 3 aprile 2008, accolta con scene di giubilo a Pristina e con fischi e insulti a Belgrado, e' arrivato alla vigilia del parere non vincolante della Corte di giustizia dell'Onu sulla proclamazione di indipendenza del Kosovo, del 17 febbraio 2008, che la Serbia ritiene illegale e contraria al diritto internazionale.
Il processo contro Haradinaj, 42 anni, ex comandante dell'esercito di liberazione nazionale del Kosovo (Uck), accusato di avere assassinato e torturato nel 1998 decine di civili serbi kosovari nella regione di Decani, il suo "feudo" personale, si dovra' rifare perche' - ha stabilito la camera d'appello - la sentenza e' frutto di errori commessi dai giudici di primo grado nella protezione dei testimoni, che sono stati vittima di pesanti intimidazioni.
"È chiaro che e' stato commesso un errore grave non adottando i mezzi appropriati per garantire la protezione dei testimoni", ha dichiarato il presidente Patrick Robinson, secondo il quale "questo errore ha compromesso l'equita' del procedimento e ha portato ad un errore giudiziario.

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SDA-ATS