Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Il mercato librario svizzero pullula di traduzioni, soprattutto dall'inglese. Il nuovo messaggio della Confederazione sulla cultura vuole aumentare il sostegno finanziario alle traduzioni di opere svizzere, ma difficilmente accontenterà tutti.

"Traduciamo libri perché siamo curiosi di conoscere cosa viene pubblicato nelle altre regioni", dice all'ats Jürg Zimmerli, della Limmat Verlag di Zurigo. La sua casa editrice ha pubblicato in 40 anni un centinaio di libri tradotti dal francese, dall'italiano o dal romancio.

Interpellata sull'importanza delle traduzioni, Magda Mandelli, delle Edizioni Casagrande di Bellinzona, risponde con una domanda: "che immagine avrebbero del proprio Paese un ticinese o una ticinese che, non conoscendo il tedesco o il francese, non avesse letto almeno qualcosa di Dürrenmatt, Ramuz o Oscar Peer?"

Una grande importanza, "per l'identità nazionale come pure per la cultura in generale", viene riconosciuta anche dall'editore Armando Dadò di Locarno, il quale afferma: "Si può amare solo ciò che si conosce".

Le traduzioni sono un elemento vitale del mondo librario svizzero. Basti pensare a case editrici come la Unionsverlag di Zurigo, che in 40 anni ha pubblicato opere di oltre 400 autori, tradotte in tedesco da 40 lingue diverse.

I sostegni finanziari pubblici si limitano alle traduzioni di opere di autori svizzeri. È il caso dei contributi ai costi di stampa versati dalla Fondazione per la collaborazione confederale nell'ambito di Collana ch, un progetto che dal 1974, grazie a contributi versati da tutti i Cantoni, contribuisce al finanziamento di 5-8 libri all'anno.

Non tutti gli editori ne possono beneficiare. Alcuni, come Armando Dadò o le Editions Zoé di Ginevra, ammettono di ricevere saltuariamente degli aiuti. Altri, come Limmat Verlag, sottolineano come le loro richieste siano state sistematicamente respinte negli ultimi anni.

A nome della casa editrice Rotpunktverlag di Zurigo, Daniela Koch sostiene che la politica di selezione della collana "non è sempre comprensibile". Molti soldi vengono destinati ad un singolo libro, senza tener conto degli sforzi necessari per la distribuzione ed il marketing. Con il risultato che il libro magari non si vende, afferma la Koch.

L'addetta stampa delle Edizioni Casagrande sottolinea inoltre l'appoggio ricevuto negli anni dal canton Ticino, che nel campo delle traduzioni letterarie ha però fatto un passo indietro, decidendo di sostenere soltanto opere con chiari riferimenti alla realtà cantonale. "Una preoccupante forma di chiusura e di campanilismo", sostiene Magda Mandelli.

Un altro aiuto pubblico sono i contributi per la traduzione assegnati da Pro Helvetia. La Fondazione svizzera ha fatto sapere di aver destinato dal 2012 "un buon mezzo milione di franchi " all'anno per i contributi che coprono "di regola il 100% dei costi di traduzione".

"Di fronte alla crescente pressione economica esercitata sulle case editrici" questi soldi sono giudicati ormai insufficienti e il nuovo messaggio sulla cultura per gli anni 2016-2020, approvato in giugno dalle Camere federali, propone di aumentarli. Secondo Pro Helvetia, si tratterebbe di mettere a disposizione 620'000 franchi in più all'anno, anche se manca ancora la decisione definitiva del Parlamento in fase di approvazione del budget.

L'aumento dei contributi è giudicato in generale positivamente. Questi soldi "non basteranno a sostenere per più anni anche i piccoli editori", afferma tuttavia Anna Aeschbacher, della casa editrice "Die Brotsuppe" di Bienne (BE).

"I contributi di Pro Helvetia vanno ai traduttori, noi non riceviamo un centesimo", dichiara da parte sua Armando Dadò, che sottolinea inoltre la situazione particolare della Svizzera italiana, con il suo mercato molto contenuto, e che dice di aspettarsi dal nuovo messaggio sulla cultura un "appoggio sostanziale".

Per la responsabile di Rotpunktverlag, bisognerebbe sostenere anche le traduzioni di autori non svizzeri, perché così gli editori potrebbero meglio farsi conoscere anche all'estero.

Per la Limmat Verlag, si dovrebbe definire meglio in che modo si potrà rafforzare il lavoro di traduzione. Le tariffe per le traduzioni di opere letterarie sono "ancora piuttosto basse", con il risultato che la cerchia di traduttori professionisti, già piuttosto piccola, è destinata a ridursi ulteriormente.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.









SDA-ATS