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La Svizzera è valutata bene come nel 2014 nel rapporto annuale del Dipartimento di Stato americano sulla lotta contro il traffico di esseri umani. Ma Washington valuta le pene pronunciate troppo clementi e le popolazioni vulnerabili non abbastanza protette.

Le autorità giudiziarie continuano a perseguire i trafficanti sessuali in Svizzera. Ma il diritto si applica meno al lavoro forzato, valuta il Dipartimento di Stato. Numerosi condannati non si vedono infliggere pene detentive proporzionate al loro crimine.

Il rapporto cita con soddisfazione gli sforzi effettuati per assistere le vittime, specialmente nel sostegno alle ONG attive in questo settore. In materia di prevenzione, invece, i richiedenti l'asilo, i bambini costretti a mendicare e gli individui costretti a prostituirsi non sono sufficientemente identificati e protetti dalle autorità.

Tra le raccomandazioni, Washington esorta la Svizzera a mettere in atto un piano nazionale d'azione. Il rapporto chiede anche di rafforzare l'applicazione delle leggi, migliorare l'identificazione delle vittime da parte della polizia o ancora di ampliare i database sui crimini e l'assistenza alle vittime, oltre che sensibilizzare maggiormente l'opinione pubblica e i clienti potenziali del commercio sessuale o dei prodotti fabbricati tramite lavoro forzato.

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SDA-ATS