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Ripresi i colloqui tra FFS e BLS sui collegamenti di lunga distanza

KEYSTONE/CHRISTIAN BEUTLER

(sda-ats)

Le FFS e la compagnia ferroviaria BLS rilanciano il dialogo nel tentativo di raggiungere un accordo sulla suddivisione delle concessioni per il trasporto sulle lunghe distanze.

Le trattative sono state riavviate, ha detto il portavoce di BLS Stefan Dauner, confermando informazioni del domenicale "SonntagsZeitung": bocche cucite, però, sui contenuti delle discussioni e sull'identità dei negoziatori.

BLS ha annunciato in aprile che intende chiedere una concessione per tre linee di lunga distanza che collegherebbero il Vallese e l'Oberland bernese agli aeroporti di Zurigo e Basilea. Attualmente tutte le linee di lunga percorrenza vengono gestite dalle FFS, ma la maggior parte delle relative concessioni giungono a scadenza nel dicembre del 2017.

FFS e BLS, secondo la "SonntagsZeitung", vogliono impedire che la Confederazione operi una nuova suddivisione senza il loro consenso. Per questo motivo hanno concordato un nuovo round negoziale in modo da evitare possibili conflitti giuridici che potrebbero protrarsi per anni.

Le concessioni, che in genere sono valide per dieci anni, vengono rilasciate dall'Ufficio federale dei trasporti e secondo le FFS i costi globali del sistema ferroviario, nell'ipotesi che BLS ottenga soddisfazione, potrebbero aumentare di 20-30 milioni di franchi all'anno: bisognerebbe infatti acquistare materiale rotabile supplementare e riorganizzare il traffico. I costi aggiuntivi andrebbero a ricadere sui clienti, la Confederazione e i Cantoni.

Andrea Hämmerle, ex consigliere grigionese del PS e rappresentante del personale nel consiglio di amministrazione delle FFS, in un'intervista rilasciata in aprile, aveva inoltre messo in guardia da possibili gravi ripercussioni per i dipendenti: oltre 1000 persone oggi impiegate dalle FFS dovrebbero cambiare datore di lavoro.

SDA-ATS

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