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Transparency International: la Svizzera si trova nel gruppo di testa fra i virtuosi (foto d'archivio)

KEYSTONE/AP Pool/FRANK AUGSTEIN

(sda-ats)

L'indice di Percezione della Corruzione (CPI) di Transparency International, che misura la corruzione nel settore pubblico e politico di 176 Paesi nel mondo, segnala che la Svizzera si piazza ancora una volta nel gruppo di testa fra i virtuosi, al quinto posto.

Tuttavia ciò non significa che la Svizzera sia esente dalla corruzione nel settore pubblico, viene precisato in un comunicato .

Gli episodi corruttivi "non cessano di scoppiare" in Svizzera, specialmente nel campo degli appalti pubblici, dichiara il direttore della sezione elvetica di Transparency, Martin Hilti, citato nel comunicato. Tali episodi, a suo dire, non sono che la punta dell'iceberg, poiché la percentuale di casi non segnalati "è senza dubbio molto alta". Settima nel 2015, la Svizzera è risalita lo scorso anno in quinta posizione, rango che occupava già nel 2014.

A guidare la classifica dei Paesi virtuosi, ancora una volta, ci sono Danimarca e Nuova Zelanda, con 90 punti su 100, seguite da Finlandia (89) e Svezia (88). Non a caso, tutti Paesi che possiedono legislazioni avanzate su accesso all'informazione, diritti civili, apertura e trasparenza dell'amministrazione pubblica.

All'opposto, Somalia (10), Sud Sudan (11), Corea del Nord (12) e Siria (13) chiudono la classifica.

l'Italia si piazza al 60° posto nel mondo: guadagna una posizione rispetto all'anno precedente, ma resta fanalino di coda in Europa, seguita solo da Grecia e Bulgaria, rispettivamente al 69° e 75° posto della classifica mondiale.

Il CPI di quest'anno, si legge ancora nel documento, "mostra che la percezione della corruzione è aumentata in generale nel mondo. Sono più i Paesi infatti che hanno perso punti di quelli che ne hanno guadagnati. Questo dato ci deve far riflettere, anche alla luce di ciò che sta avvenendo nel mondo". Il 2016 "ha mostrato chiaramente come corruzione e ineguaglianza, strettamente connesse e diventate ormai sistemiche, siano in grado di alimentare il crescente populismo e il disincanto dei cittadini nei confronti della politica in tutto il mondo", continua il rapporto annuale.

Per José Ugaz, presidente di Transparency International, "non possiamo permetterci il lusso di sprecare altro tempo. La lotta alla corruzione va portata avanti con la massima urgenza se davvero vogliamo che la vita delle persone del mondo possa migliorare".

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SDA-ATS