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I Cantoni e il settore economico del trasporto delle merci, appoggiandosi su due studi pubblicati oggi, reclamano garanzie per lo sviluppo dell'infrastruttura stradale e ferroviaria e formulano 24 proposte. Senza un cambiamento di strategia la Svizzera entro il 2030 sarà confrontata con capacità insufficienti che minacciano l'approvvigionamento del Paese, avvertono.

Nei prossimi anni in Svizzera per rotaie e strade saranno investiti miliardi. Tuttavia questi fondi non spettano prioritariamente al traffico merci, hanno sostenuto oggi in una conferenza stampa rappresentanti dei Cantoni e del settore degli spedizionieri e della logistica.

Le autorità hanno già elaborato alcuni provvedimenti. Ad esempio: il progetto per il finanziamento e l'ampliamento dell'infrastruttura ferroviaria (FAIF), in votazione popolare il prossimo febbraio; crediti di 6,4 miliardi di franchi adottati dalle Camere federali per costruzioni; ulteriori crediti di 1,6 miliardi per il traffico locale in 35 città e agglomerati; e l'eliminazione di colli di bottiglia sulla rete delle strade nazionali e la relativa seconda tappa, attualmente in pianificazione.

Malgrado tutti questi progetti, molti problemi restano. "Le realizzazioni previste con il FAIF, per il traffico merci apportano solo modesti benefici", si legge nel riassunto dei due studi presentati oggi e realizzati su mandato della Conferenza svizzera dei direttori delle pubbliche costruzioni, della pianificazione del territorio e dell'ambiente (DCPA), della Conferenza dei direttori cantonali dei trasporti pubblici (CTP), della Conferenza dei direttori cantonali dell'economia pubblica (CDEP), dell'Associazione degli spedizionieri svizzeri (VAP, che rappresenta circa 300 imprese di spedizionieri e di logistica) e di altre associazioni economiche del settore.

Oltre a fondi aggiuntivi, autorità cantonali, spedizionieri e logistica chiedono un cambiamento di strategia. Si tratta ad esempio di considerare ferrovia e strada come vettori complementari, e non più come finora concorrenziali, ha detto Franz Steinegger, in veste di presidente della VAP.

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SDA-ATS