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Malgrado una situazione economica solida e prospettive in costante miglioramento, il negoziato sui salari per il 2014, svoltosi in maniera "estremamente laboriosa", si è chiuso in modo appena sufficiente: le paghe aumenteranno in media dell'1%, ma a seconda dei settori varieranno da zero al 2,5%.

L'organizzazione di salariati, in una conferenza stampa oggi a Berna, deplora lo svolgimento delle trattative, pur rilevando che rispetto agli anni precedenti vi è stato un certo dinamismo per quanto concerne i salari minimi.

L'industria meccanica, elettrotecnica e metallurgica (MEM) dispone infatti di una nuova convenzione collettiva di lavoro che per la prima volta contempla salari minimi.

Travail.Suisse segnala pure l'aumento delle paghe minime in alcune imprese della vendita al dettaglio, ritocchi salariali alla Posta e nei settori alberghiero e ristorazione.

"Abbiamo qualche prospettiva rallegrante sui bassi salari - indica la confederazione sindacale -; è un passo nella buona direzione ma il cammino è ancora lungi dall'essere concluso".

Persistono le disparità salariali tra uomini e donne e le trattative in questa materia "sono risultate totalmente deludenti", si rammarica Travail.Suisse. Le rivendicazioni "sono rimaste lettera morta", anche perché "le parti sociali dispongono di mezzi limitati" per agire a favore di una piena parità salariale. Sarà compito della politica giungere a soluzioni "più incisive".

Travail.Suisse prende inoltre posizione sull'iniziativa UDC "Contro l'immigrazione di massa", in votazione popolare il prossimo 9 febbraio. Se fosse accettata essa comporterebbe un peggioramento delle condizioni salariali in Svizzera e rimetterebbe in questione tutto il pacchetto degli accordi bilaterali.

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SDA-ATS