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Tre morti nel carcere Rieti dopo la rivolta di ieri

Numerose rivolte sono scoppiate nelle prigioni di tutta Italia. KEYSTONE/EPA/MASSIMO PERCOSSI sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 10 marzo 2020 - 11:08
(Keystone-ATS)

È di tre detenuti morti, in conseguenza dell'assunzione di farmaci, il bilancio della rivolta scoppiata nella tarda mattinata di ieri nel carcere di Rieti 'Nuovo complesso', nel Lazio.

Secondo quanto si è appreso da fonti giudiziarie, i detenuti sono deceduti dopo aver assunto farmaci, forse metadone, dunque per overdose, in seguito all'assalto dell'infermeria del carcere reatino nel corso della rivolta che era in corso dal mattino e sedata solo in tarda notte. La sommossa era legata alla situazione dovuta al coronavirus, che per esempio ha richiesto norme sui colloqui personali più stringenti per evitare il contagio.

I tre detenuti sono stati portati all'ospedale De Lellis, che dista poche centinaia di metri del carcere, ma per loro non c'è stato nulla da fare. La sommossa di ieri ha coinvolto una cinquantina di detenuti, molti dei quali sono rimasti per ore sul tetto del carcere. Ingenti i danni all'interno dell'istituto di Vazia.

Altri otto carcerati sono stati trasportati in ospedale: di questi tre sono attualmente ricoverati in terapia intensiva, mentre un altro, più grave, è stato trasferito in elicottero a Roma.

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