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L'Alta corte amministrativa egiziana ha confermato oggi lo scioglimento del parlamento, eletto alla fine dello scorso anno, in base ad una sentenza di giugno dell'Alta corte costituzionale. Lo si apprende da una fonte giudiziaria. La sentenza dovrebbe mettere fine ad uno scontro istituzionale che ha visto contrapposti il presidente islamico Mohammed Morsi da una parte e i militari dall'altra.

Il tribunale amministrativo ha respinto un appello presentato da un gruppo islamico contro la pronuncia della corte costituzionale ed ha stabilito che "l'assemblea del popolo non esiste più legalmente dalla sentenza dell'Alta corte costituzionale che il 14 giugno ne ha ordinato lo scioglimento", per vizi nella legge elettorale. "Secondo la legge - ha affermato ancora l'alta corte amministrativa - nessuna istanza giudiziaria" può rimettere in discussione tale pronuncia.

L'8 luglio il presidente Morsi aveva ordinato per decreto la riapertura del parlamento che due giorni più tardi si era riunito con la presenza dei deputati dei Fratelli musulmani e dei salafiti. Altri deputati avevano invece boicottato la seduta definendo il decreto di Morsi un 'colpo di stato costituzionalè. L'Alta corte aveva quindi sospeso anche il decreto presidenziale. Nuove elezioni legislative dovrebbero svolgersi entro due mesi dall' l'adozione di una nuova costituzione che è in fase di elaborazione da parte di una commissione dominata dagli islamici. (ANSA-AFP)

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SDA-ATS