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La crescita dell'economia mondiale rimane robusta e sempre al traino dei paesi emergenti, specie dell'Asia, ma è proprio in quelle nazioni che si vedono i rischi dell'emersione di una forte inflazione la quale ha già rialzato la testa in Europa inducendo la BCE a prospettare un aumento dei tassi.

Il presidente della BCE Jean Claude Trichet, al termine della riunione dei banchieri centrali del Global economy meeting, di cui è presidente, si dice convinto che tutti gli istituti centrali condividono l'obiettivo di Francoforte di frenare le aspettative di inflazione (sempre più minacciose anche a causa del boom del greggio per il deteriorarsi della situazione libica). Tuttavia, rileva, ognuno procederà nei modi e tempi propri.

Trichet, che appunto a sorpresa la scorsa settimana ha aperto a una stretta sui tassi per combattere il rialzo dei prezzi in Eurolandia, assicura così che tutti i banchieri centrali delle grandi potenze mondiali (il Gem mette insieme il 90% dell'economia mondiale) sono uniti nel frenare le aspettative di inflazione. Tutti concordano "nell'ancorare fermamente le aspettative inflazionistiche" ripete più volte parafrasando quanto ripetuto più volte anche alla conferenza stampa a Francoforte e assicura, a domanda diretta, che anche gli Stati Uniti condividono la stessa visione.

Una convinzione che però, secondo molto osservatori, stride con il comportamento di molti paesi asiatici. Uniti nei fini quindi ma, come peraltro riconosce lo stesso Trichet, non nei mezzi "non è detto che prenderemo tutti le stesse decisioni", avvisa il banchiere centrale.

Rispetto all'allarme già lanciato dalla riunione di gennaio (il Gem si riunisce con cadenza regolare ogni due mesi) la situazione di crisi nel mondo arabo e specie in Libia "acutizza" e "aggiunge importanza" alla serie di rialzi del prezzo del greggio, delle commodity e del cibo. Non spetta quindi ai governatori delle banche centrali analizzare il fenomeno geopolitico (il tema non è stato affrontato 'direttamente") ma piuttosto i suoi effetti 'a cascatà sull'inflazione su cui, ripete ancora una volta in più, tutti hanno lo stesso obiettivo.

E su di un altro punto su cui c'è consenso, Trichet chiede, questa volta ai governi, di non perdere il momento: la riduzione degli squilibri globali, condizione preliminare necessaria per ritornare a una crescita sostenibile e che crei posti di lavoro. "Il lavoro è in corso - spiega riferendosi ai risultati dell'ultimo vertice G20 di Parigi - e lo sforzo delle varie economie deve continuare".

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SDA-ATS