Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Il leader di Podemos Pablo Iglesias

KEYSTONE/EPA EFE/BALLESTEROS

(sda-ats)

Il professore con il codino ha stravinto. I 150mila militanti che hanno votato alle primarie di Podemos oggi gli hanno dato pieni poteri e le chiavi del partito, con la maggioranza assoluta nella direzione del movimento.

Il suo finora amico e numero due Inigo Errejon che l'aveva sfidato al Congresso di Vistalegre per strappargli il potere interno esce duramente sconfitto. La sua lista si ferma al 33%, contro il 59% di quella del segretario.

Il popolo podemita non ha resistito al ricatto affettivo del suo leader messianico. "Se non vince la mia lista me ne vado" aveva minacciato. I militanti non hanno voluto correre il rischio. Il trionfo nelle primarie offre a Iglesias il controllo assoluto del partito, con ancora maggiori poteri.

La sua vittoria è anche quella di una linea politica. Iglesias propone una radicalizzazione frontista del partito, contro la strategia più moderata e aperta verso una alleanza con i socialisti di Errejon. Il successo di Iglesias, per l'analista Ruben Amon, è anche una "seconda vittoria" per il premier Mariano Rajoy, rieletto presidente del Pp proprio oggi nel congresso 'parallelo' dei popolari.

L'affermazione della linea radicale di Iglesias, che vuole' divorare' il Psoe come Syriza ha fatto in Grecia con il Pasok, accresce la pressione sui socialisti, del cui appoggio puntuale dall'opposizione il governo minoritario Pp ha bisogno per andare avanti. "Rajoy vuole governare e Iglesias vuole essere il leader dell'opposizione" sintetizza Amon. I loro interessi per ora coincidono, per stringere un Psoe in crisi, da destra e sinistra in una pinza.

La partita però non è finita. La stagione dei congressi a Madrid prevede a giugno anche quello socialista, e l'elezione di un nuovo leader. In lizza ci sono Pedro Sanchez, defenestrato dai 'baroni' nell'ottobre scorso, il suo ex-alleato Patxi Lopez, e si attende la discesa in campo della presidente dell'Andalusia Susana Diaz. Se vincerà lei si prevede che l'attuale politica di 'opposizione responsabile' dei socialisti continui. Rajoy potrà andare avanti. Se tornerà Sanchez, è invece probabile una nuova 'podemizzazione' del Psoe, e Rajoy, nell'impossibilità di governare, potrebbe convocare elezioni anticipate in autunno.

Podemos intanto, dopo lo scontro fratricida delle ultime settimane, cerca di ricompattarsi. I 10mila simpatizzanti che hanno partecipato al congresso di Vistalegre ieri e oggi hanno gridato ai dirigenti "Unità! Unità!". Iglesias dopo la vittoria ha promesso al popolo podemita "Unità e Umiltà".

Senza chiarire però che ruolo avrà ora Errejon. Il quale ha promesso di essere "agli ordini" della direzione, senza mai citare Iglesias, ma esigendo rispetto per il messaggio di "pluralismo e unità" venuto secondo lui dalla base. El Pais non esclude 'purghe' in vista. Anche perché, rileva il giornale, "Iglesias e Umiltà sono concetti all'opposto uno dall'altro".

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS