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Tripoli respinge gli europei, Ue deplora Gheddafi

ROMA/TRIPOLI - La Libia chiude le frontiere ai cittadini Schengen e la bagarre diplomatica tra Tripoli e Berna, dopo venti mesi di ripicche e ritorsioni, finisce per investire tutta Europa.
La reazione stizzita delle autorità libiche - che hanno sospeso la concessione di nuovi visti di ingresso ai cittadini dei Paesi Schengen, nonché la validità dei visti già rilasciati - è arrivata all'indomani della notizia di una 'black list' stilata da Berna con i nomi di 188 personalità libiche, tra cui lo stesso Muammar Gheddafi, dichiarate 'non gradite' in Svizzera.
Pronta la reazione di Tripoli, ultimo atto di una 'guerra diplomatica' iniziata nel luglio del 2008, quando il figlio di Gheddafi, Hannibal, e sua moglie, furono fermati dalle autorità ginevrine per una denuncia di maltrattamenti da parte di due domestici: con la circolare fatta diffondere dal primo ministro libico Al Bagdadi Ali Al Mahmoudi, si vieta di fatto l'ingresso nel Paese di tutti i cittadini dell'Ue, accusata da Tripoli di spalleggiare la Svizzera.
Durissima la reazione della Commissione europea, che ha "deplorato" la reazione "unilaterale e sproporzionata" delle autorità libiche. Mentre da Roma - che pure ha augurato un ripensamento da parte del colonnello Gheddafi - il ministro degli Esteri Franco Frattini ha esortato Berna alla "prudenza" con toni molto critici: "La decisione della Svizzera prende in ostaggio tutti i Paesi dell'area Schengen", ha accusato il titolare della Farnesina, osservando che nella 'black list' ci sono "non pericolosi ricercati o terroristi" ma "addirittura Gheddafi e il mio amico ministro degli Esteri".
Berna va aiutata a risolvere la querelle bilaterale con la Libia, è stato il ragionamento di Frattini, "ma non a spese" di tutti gli altri Paesi Schengen, che rischiano di essere vincolati e "risentire" della decisione svizzera.
L'Italia insomma - miglior alleato di Tripoli in Europa - sta verificando assieme ai partner europei la "correttezza" della decisione elvetica e comunque solleverà la questione lunedì prossimo a Bruxelles, alla riunione dei ministri degli Esteri dei Ventisette, dove Frattini si aspetta una "decisione collegiale" da parte dell'Europa.
A Berna il Dipartimento federale degli affari esteri non ha voluto commentare le dichiarazioni del ministro degli esteri italiano. La Svizzera, si è limitato a dire il portavoce del DFAE Lars Knuchel, ha deciso di applicare nei confronti della Libia "una politica dei visti restrittiva" e continua ad attenersi a quella linea.
Nel frattempo la situazione allo scalo internazionale di Tripoli è di estremo caos, con centinaia di europei bloccati per ore in aeroporto e 'respingimenti' che vanno avanti da ieri sera.

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