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Il presidente americano eletto Donald Trump (foto d'archivio).

KEYSTONE/AP/PABLO MARTINEZ MONSIVAIS

(sda-ats)

I media cinesi tornano a mettere in guardia il presidente eletto americano Donald Trump rispetto ad azioni sensibili che potrebbero scatenare un'aspra reazione.

La questione è stata sollevata dal controverso scalo tecnico fatto ieri a Houston da parte della presidente di Taiwan, Tsai Ing-wen, diretta in visita agli alleati Honduras, Nicaragua, El Salvador e Guatemala.

Il Global Times, testata nata da una costola del Quotidiano del Popolo, l'organo del Partito comunista, ha assicurato in un editoriale che ci sarà "una vendetta" se il tycoon insediatosi alla Casa Bianca deciderà di rinnegare il principio della "Unica Cina". Pechino ha chiesto a Washington di negare a Tsai ingresso e incontri con funzionari e rappresentanti di governo.

"Aderire al principio (dell'Unica Cina) non è una richiesta capricciosa della Cina ai presidenti Usa, ma un'obbligazione dei presidenti Usa per mantenere sia le relazioni tra Cina e Usa sia il rispetto dell'ordine esistente dell'Asia-Pacifico".

L'irritazione di Pechino è schizzata alle stelle quando lo scorso mese Trump ha accettato la inconsueta telefonata di congratulazioni da parte di Tsai. "Se dovesse rinnegare la politica della Unica Cina dopo l'insediamento, il popolo cinese chiederà al governo una vendetta. Non c'è spazio per negoziati".

Se il tycoon ha detto che non avrebbe avuto meeting con leader stranieri prima dell'insediamento (ha visto però il premier giapponese Shinzo Abe a New York), ha lasciato aperta l'ipotesi di un incontro con Tsai in seguito.

Tsai farà uno scalo anche a San Francisco il 13 gennaio durante il viaggio di ritorno a Taiwan. Il Global Times prende di mira anche la leader dell'isola "ribelle", responsabile delle conseguenze "di ogni condotta provocatoria".

SDA-ATS

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