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"Un ulteriore esempio di vergognoso eccesso di un singolo giudice non eletto" che "riscrive la politica migratoria per la nostra nazione" e infligge "un altro colpo" alla legge.

Così la Casa Bianca, annunciando ricorso fino alla Corte Suprema, definisce in una nota la decisione di un giudice federale di San Francisco di sospendere temporaneamente la direttiva dell'amministrazione del presidente Donald Trump che blocca i finanziamenti federali alle cosiddette "città santuario", cioè quelle che proteggono i clandestini.

"Una volta ancora, un singolo giudice - questa volta a San Francisco - ha ignorato la legge federale sull'immigrazione per definire una nuova politica migratoria per l'intero Paese", accusa la Casa Bianca. "La decisione è stata presa nella stessa città santuario che ha rilasciato un immigrato illegale espulso cinque volte che ha ucciso" un innocente nelle braccia di suo padre, prosegue.

"San Francisco, e città come queste, stanno mettendo il benessere dei criminali stranieri davanti alla sicurezza dei nostri cittadini e i dirigenti cittadini che hanno autorizzato queste politiche hanno il sangue delle vittime americane sulle loro mani", si legge nella nota.

"Questa errata sentenza del giudice di San Francisco è un regalo alle gang e ai cartelli criminali del nostro Paese, consentendo il peggior tipo di traffico umano e sessuale, e mettendo a rischio migliaia di vite innocenti", incalza ancora la presidenza, ammonendo che "questa è una battaglia tra la sovranità e i confini aperti, tra il ruolo della legge e l'illegalità, e tra gli americani che lavorano sodo e quelli che minano la loro sicurezza e libertà".

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SDA-ATS