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Donald Trump.

KEYSTONE/EPA/MICHAEL REYNOLDS

(sda-ats)

Tra Donald Trump e il mondo dei media è scontro totale, oramai una vera e propria guerra. Tanto che la Casa Bianca ha finito anche per marginalizzare il quotidiano briefing con la stampa, sempre più condotto a telecamere spente.

Un'escalation che - secondo molti osservatori - va di pari passo con le difficoltà dell'amministrazione a far decollare l'agenda presidenziale. La vicenda del mancato accordo sulla riforma sanitaria e sull'abolizione dell'Obamacare in queste ore è l'esempio più lampante di queste traversie.

L'ultimo affondo il magnate lo riserva a Jeff Bezos, 'guru' di Amazon ma anche il proprietario del Washington Post, il giornale in cima alla lista nera dei 'nemici' della Casa Bianca. Quel Washington Post che scatenò lo scandalo del Watergate, provocando le dimissioni di Richard Nixon, e che adesso più di altri sta cavalcando la vicenda del Russiagate, con scoop che hanno in parte accelerato le inchieste in corso sui possibili legami tra Trump e Mosca.

Il presidente americano l'ha giurata da tempo al fondatore del colosso mondiale del commercio online, divenuto il secondo uomo più ricco al mondo alle spalle di Bill Gates. E - dicono i ben informati - con ambizioni presidenziali in un futuro non molto lontano.

Quando si parla di 'AmazonWashingtonPost', ha twittato il tycoon, si parla di 'fake news'. Senza contare - aggiunge - che Amazon non paga le tasse sul web come dovrebbe. Un attacco a un'azienda che rappresenta un fiore all'occhiello dell'economia americana più avanzata, mentre lo stesso Trump da tempo strizza l'occhio ad Alibaba, il gigante cinese che compete con Amazon. Del resto il presidente sembra avere molto più feeling con Jack Ma che con Bezos, ricordando spesso come l'imprenditore cinese gli abbia promesso la creazione di un milione di posti di lavoro in America.

Ma l'attacco di Trump ai media nelle ultime ore è a 360 gradi. A parte lo stillicidio di rivelazioni sul Russiagate, il presidente americano non ha gradito anche come è stata trattata la vicenda della riforma sanitaria, che sta imbarazzando la Casa Bianca e l'intero partito repubblicano, incapaci di finalizzare un accordo che spazzi via l'Obamacare. Una delle promesse principali della campagna elettorale.

Così anche il New York Times, al pari del Washington Post, viene definito 'un giornale fallimentare' e fucina di 'fake news': "Su di me scrive storie false una dopo l'altra - si legge in uno dei tweet delle ultime ore - e non chiamano mai neanche per verificare i fatti".

E dopo il caso della Cnn, costretta a licenziare tre dei suoi reporter per un servizio infondato sul Russiagate, Trump se la prende anche con tutte le altre principali reti televisive americane: dalla Nbc alla Abc passando per la Cbs, non ne risparmia nessuna.

SDA-ATS