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Verso meno regole per Wall Street.

KEYSTONE/AP/RICHARD DREW

(sda-ats)

Donald Trump firma due decreti sulla riforma di Wall Street, aprendo la strada al ridimensionamento delle regole volute da Barack Obama dopo la crisi finanziaria.

A curare la revisione della riforma di Wall Street è Gary Cohn, il numero uno del Consiglio economico della Casa Bianca che, per i suoi anni a Goldman Sachs, conosce bene l'impatto delle regole sulle banche ed è una faccia nota a Wall Street, di cui condivide il linguaggio e le modalità.

Le banche, è la teoria di Cohn, sono gravate ogni anno da centinaia di miliardi di dollari di costi dovuti alle regole: con meno norme i costi scenderanno, e lo faranno anche i prezzi per i consumatori.

L'autorità del neopresidente Trump nel rivedere la riforma di Wall Street è comunque limitata: ma i decreti firmati per allentare le norme sono il punto di partenza per indirizzare la necessaria azione del Congresso. L'inquilino della Casa Bianca punta ad abolire la cosiddetta regola del "ruolo fiduciario" per chi offre pacchetti di investimento per la pensione.

Le norme volute da Obama, che entreranno in vigore in aprile, stabiliscono che venga offerto al cliente il "miglior prodotto" e non quello più adatto alle sue esigenze, e obbligano i consulenti finanziari ad agire nel miglior interesse dei clienti. Una regola contro la quale i repubblicani e le banche sono insorte.

Ma per Trump toccare la riforma di Wall Street è camminare sul filo del rasoio: le norme sono state volute da Obama e dagli americani dopo la crisi finanziaria che ha fatto precipitare l'economia in una profonda recessione e spazzato via milioni di posti di lavoro. Sono quindi state chieste a gran voce da una spinta populista, la stessa che ha portato Trump alla Casa Bianca.

SDA-ATS

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