Navigation

Trump fomenta le proteste contro il lockdown in America

Mercoledì le proteste anti-lockdown si erano tenute nel Michigan. KEYSTONE/AP/Matthew Dae Smith sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 18 aprile 2020 - 20:11
(Keystone-ATS)

Dilaga in America la protesta di massa contro i lockdown decisi dai governatori, unico Paese al mondo a registrare un fenomeno del genere.

È bastato che Donald Trump soffiasse sul fuoco con i suoi tweet che invitavano a "liberare" il Michigan, il Minnesota e la Virginia, tutti a guida democratica, per scatenare un'ondata di manifestazioni anche in altri Stati con governatori repubblicani come il Texas e il Maryland.

L'emergenza sanitaria ed economica del coronavirus rischia così di trasformarsi in una guerra ideologica, alimentata da media e organizzazioni di destra.

Nonostante gli oltre 706 mila casi e 37 mila morti, il tycoon ha fretta di riaprire l'America nel timore di perdere le elezioni, tanto che ha auspicato anche la ripresa dei comizi, e senza il distanziamento sociale, altrimenti "non c'è gusto". Per questo si guarda bene dal criticare i manifestanti, che in Michigan sono scesi in piazza armati nei giorni scorsi chiedendo l'arresto della governatrice Gretchen Whitmer con uno slogan che ricorda il suo contro Hillary Clinton: "Lock her up!" (in galera). "A me sembrano persone molto responsabili", ha commentato il presidente, il quale teme inoltre che la crescente popolarità della Whitmer - tra le papabili come vice presidente - aiuti i dem in un cruciale swing State nelle elezioni di novembre.

"I suoi tweet incoraggiano atti illegali e pericolosi, che potrebbero portare alla violenza", ha accusato Jay Inslee, governatore dello Stato di Washington, dove una protesta è prevista per domenica.

Nel presentare il suo piano in tre fasi per la riapertura, il presidente era stato costretto con un'imbarazzante retromarcia a lasciare ai governatori la decisione sui tempi ma ora cerca di forzare la mano temendo slittamenti: secondo alcuni modelli, solo 4 Stati (Vermont, West Virginia, Montana e Hawaii) potrebbero cominciare a riaprire a inizio maggio, gli altri dovrebbero attendere fine giugno o l'inizio di luglio.

Così diversi gruppi di persone hanno raccolto l'appello di Trump organizzando per il week-end dimostrazioni in vari altri Stati, tra cui California, North Carolina, Kentucky, Utah, Arizona, Colorado. Sono in genere fan di Trump, esponenti di partiti libertari, simpatizzanti di Infowars, il sito di destra che diffonde fake news e teorie cospirative. Tutti invocano le libertà garantite dalla costituzione per contestare le restrizioni ai movimenti e alle attività economiche.

La manifestazione più clamorosa e paradossale riguarda il Texas perché il governatore repubblicano Greg Abbott è stato il primo ad annunciare ieri il graduale allentamento della stretta. Nonostante ciò, nella capitale Austin c'è stato un raduno ai piedi del parlamento "per protestare contro il lockdown autoritario imposto da meschini tiranni locali", spiega Infowars, che qui ha la sua base e accredita il coronavirus come una manovra del partito comunista cinese e del 'deep state' contro Trump. "You Can't Close America", è lo slogan. Una sfida aperta agli ordini in vigore, tanto che le autorità hanno ammonito a rispettare il distanziamento sociale, minacciando altrimenti di intervenire.

Singolare la manifestazione in Maryland, anche qui contro un governatore repubblicano, Larry Hogan, tra i più restii a riaprire presto. Nella storica capitale Annapolis un corteo di auto ha inscenato un falso funerale per ricordare "il Maryland che conoscevamo". Un'altra protesta solo su quattro ruote è stata organizzata in Arizona.

Il tycoon intanto si è imbarcato in un nuovo duello con il governatore di New York Andrew Cuomo. "Meno parole e più fatti", ha twittato, rimproverandolo per la sua ingratitudine. "Quante volte devo ringraziarlo semplicemente perché fa il suo dovere?", gli ha risposto Cuomo. "Se sta guardando il mio briefing dovrebbe alzarsi e andare a lavorare", lo ha sferzato.

Per non perdere un altro pezzo della sua base, Trump ha annunciato infine un piano da 19 miliardi per i danni subiti dagli agricoltori nell'emergenza coronavirus.

Intanto, è emerso che i primi kit americani per individuare il coronavirus erano difettosi per un problema di contaminazione legato alla violazione degli standard di produzione da parte dei centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) nel laboratorio centrale di Atlanta. Lo rivela il Washington Post citando fonti scientifiche e governative.

Dopo la scoperta, i Cdc, massima agenzia sanitaria del Paese, impiegarono oltre un mese per risolvere il problema causando un ritardo nella capacità di effettuare i test.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.