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Alexis Tsipras ha vinto ancora: Syriza, lievemente favorita alla vigilia ma sulla quale pesava la disillusione di molti elettori e l'incertezza economica, si è aggiudicata uno straordinario 35,5% dei voti e 145 seggi.

Mentre gli ex alleati di governo nazionalisti 'Greci Indipendenti' avrebbero il 3,7% e 10 seggi. I due riproporranno la stessa alleanza nata a gennaio, forti di una maggioranza di 155 seggi su 300. Lo ha confermato prima Panos Kammenos, leader di Anel, e poi lo stesso Tsipras, che si è portato l'alleato sul palco davanti alla folla di Syriza in tripudio a piazza Klathmonos.

"È una grande vittoria del nostro popolo, è un mandato di quattro anni", ha esultato l'ex e prossimo premier nel discorso della vittoria. "Siamo troppo duri per morire, anche se siamo stati presi di mira da tanti", ha gridato dedicando il successo "a coloro che lottano per un altro domani".

In Grecia e in Europa. Tanto che tra le bandiere che sventolavano in piazza c'erano anche quelle degli alleati europei. Insomma i greci - almeno quelli che sono andati a votare - non hanno creduto alla narrativa del 'tradimento' dopo il referendum bensì a quella di un primo ministro che ha lottato fino all'ultimo per strappare a Bruxelles (e a Berlino) il miglior accordo possibile. Certo, l'affluenza ai seggi è calata notevolmente - e su questo pesa la disillusione palpabile di molti - ma ad oltre metà dello scrutinio ufficiale sembra essersi attestata sopra il 55%.

In un solo colpo, il leader della sinistra, che dopo le sue dimissioni ad agosto aveva visto i suoi consensi sgretolarsi nei sondaggi, ha dunque respinto l'assalto dei conservatori di Nea Dimokratia (che si fermano al 28%), ha visto i suoi ex compagni 'ribelli' di partito di Unità Popolare fallire nel loro intento di entrare in Parlamento, ed ora si prepara a governare di nuovo la Grecia con la promessa di mitigare l'austerità contenuta del memorandum per le classi meno abbienti e tenere i riflettori accesi sulla madre di tutte le sue battaglie: la rinegoziazione del debito greco.

Inutili le sirene dei piccoli partiti socialdemocratici Pasok e Potami che speravano di essere decisivi per una nuova maggioranza. Unica macchia sulla gioia della sinistra di Syriza, l'ennesimo exploit dei neonazisti di Alba Dorata (soprattutto tra i disoccupati), che secondo le proiezioni non solo si confermano terzo partito ma aumentano i loro consensi fino al 7,1%.

A Tsipras sono subito arrivati i complimenti del suo avversario diretto, il leader di Nea Dimokratia Vangelis Meimarakis, che dopo qualche momento di incertezza per i primissimi exit poll che annunciavano un margine molto più stretto ha ammesso la sconfitta: "Congratulazioni a Tsipras - ha detto -. Ora può fare il governo che crede. Io voglio ringraziare chi ha lavorato con noi in queste elezioni. Pensavano fossimo finiti, invece siamo ancora qui, e forti".

La festa della folla di Syriza, come nelle scorse vittorie di gennaio e al referendum di luglio, andrà avanti tutta la notte. Ma Tsipras è già al lavoro per il nuovo governo: sarà formato al massimo entro tre giorni, assicurano dal suo partito.

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SDA-ATS