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Un attentato contro l'ambasciatore degli Stati Uniti in Tunisia sarebbe stato sventato nei mesi scorsi dalle autorità tunisine. L'esplosivo avrebbe dovuto essere piazzato sotto la poltrona di un barbiere dove l'ambasciatore doveva recarsi.

Questa una delle rivelazioni della Commissione per la Lotta al terrorismo e l'estremismo tunisina. Sono state le intercettazioni delle comunicazioni sui social network ad aver permesso di evitare il peggio, ha affermato uno dei rappresentanti della commissione.

Tra gli altri, sul web è venuto fuori il nome di Fatma Zouaghi, brillante studentessa in medicina, diventata jihadista convinta e arrestata nell'ottobre del 2014, che era alla testa del reparto comunicazione dell'organizzazione terroristica Ansar Al Shaaria e della Katiba Oqba Ibn Nafaa, decimata poi dalle forze speciali tunisine in un blitz nel quale venne ucciso il suo capo khhaled Chaieb, alias Lokman Abou Sakr.

I flash disk sequestrati dalle forze dell'ordine tunisine fanno emergere che ciascun membro di queste organizzazioni terroristiche disporrebbe di circa 100-150 account facebook e twitter. Anche per questo i rappresentanti della Commissione lotta per il terrorismo e l'estremismo hanno annunciato che verso la metà di agosto sarà pronta una strategia nazionale di lotta al terrorismo, che per essere efficace dovrà poter contare su di budget di 150 milioni di euro.

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SDA-ATS