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L'ex presidente tunisino Zine El Abidine Ben Ali, che attualmente si trova in Arabia Saudita, è stato condannato in contumacia all'ergastolo dal tribunale militare di Tunisi per la morte di 43 manifestanti durante la "Rivoluzione dei gelsomini" di fine 2010 - inizio 2011.

Nello stesso processo il potentissimo (quando odiato dalla gente) capo della sicurezza del regime, Ali Seriati, è stato condannato a venti anni di reclusione.

A quindici anni è stato condannato l'ex ministro dell'Interno, Rafik Belhaj Kacem. Un altro ex ministro dell'Interno, Ahmed Friaa, è stato assolto poichè, a suo carico, è stato emesso un verdetto di non luogo a procedere.

Tra i condannati (a dieci anni di reclusione) figura anche Mohamed Lamine El Abed, ex capo della Guardia nazionale, di fatto il corpo che garantiva i 'pretoriani' al dittatore.

Alla lettura della sentenza i familiari di alcune delle vittime hanno protestato contro le pene, ritenute troppo miti, a carico di Seriati e Kacem e contro il proscioglimento di Friaa.

Il processo che si è concluso oggi con la condanna all'ergastolo di Ben Ali è quello relativo alle vittime della repressione della "rivoluzione dei gelsomini" nell'area della Grand Tunis, che raggruppa la capitale e le sue periferie, e nelle città di Nabeul, Bizerte, Zaghouan, Sousse e Monastir.

Il processo è il primo che vede la condanna di Ali Seriati, ex capo della sicurezza del regime di Ben Ali, nei precedenti procedimenti uscito indenne da accuse altrettanto pesanti.

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SDA-ATS