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Tunisia: ombra Al Qaida su attacco suicida sventato

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 maggio 2011 - 19:08
(Keystone-ATS)

Al Qaida nel Maghreb lancia la sua lunga ombra sulla Tunisia: due uomini, un algerino ed un libico, sono stati arrestati, la scorsa notte, a Remada, nel governatorato di Tataounine (a 130 chilometri dal confine con la Libia), e trovati in possesso di una cintura esplosiva che intendevano usare per un attentato suicida in stile talebano, per fare strage di guardie di frontiera tunisine.

Sono stati fermati prima di potere mettere in atto il loro gesto e anche il tentativo di uno di loro di aprirsi la strada alla fuga lanciando una granata contro i soldati tunisini che li avevano circondati è andato a vuoto (l'ordigno non è esploso nell'impatto con il terreno).

Sull'operazione gli organi inquirenti - gli investigatori dell'Esercito - non rivelano molto, ma quanto detto da un alto ufficiale fa intendere che l'arresto dei due non è stato casuale - frutto cioè di una normale operazione di controllo -, perché lo ha messo in relazione al fermo di altri due uomini, entrambi libici, mercoledì scorso, scovati in un albergo di Tataouine - forse per una segnalazione -e trovati in possesso di una granata.

La prima spiegazione che i due libici avevano dato nel momento dell'arresto era abbastanza plausibile, visto quello che accade al di là del confine con la Libia: volevamo usarla contro le truppe di Gheddafi. Cosa comprensibile visto che a Tataouine in queste settimane arrivano quotidianamente centinaia di libici in fuga dalla guerra e molti di loro dicono di fare parte degli insorti, e quindi di volere tornare in patria per riprendere a combattere. Ma questa spiegazione non ha convinto molto gli investigatori tunisini che hanno "lavorato" per vincere la reticenza dei due.

Il risultato è stato quindi l'arresto dei due terroristi la scorsa notte, sui contrafforti di Nakrif, 25 chilometri a sud di Remada. L'operazione viene definita dalle autorità tunisine la prima del genere e apre scenari inquietanti per la Tunisia, che da oggi deve fare i conti con questa realtà terroristica che appariva, nella regione, confinata in Algeria - con i gruppi salafiti, che, appena poche ore fa, hanno ucciso otto soldati - e nella zona meridionale del Sahel.

Ora l'intelligence tunisina deve "decrittare" quanto accaduto, anche perché sino ad oggi Aqmi - "figlia" dell'algerino Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento, affiliato ad al Qaida con la benedizione di bin Laden - non si era mai manifestata in Tunisia, dove però - dopo la rivoluzione - si potrebbero essere create le condizioni per una sua espansione.

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