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Quattro persone sono rimaste uccise ieri sera a Le Kef, nel nord-ovest della Tunisia, in scontri tra manifestanti e forze dell'ordine davanti alla sede della prefettura. Lo riferisce l'agenzia Afp che cita una fonte del ministero dell'interno.

Un precedente bilancio fornito da fonti locali parlava di tre morti e di 17 feriti tra cui alcuni ricoverati in gravi condizioni. Gli scontri sono scoppiati quando alcune centinaia di persone hanno dato vita ad una manifestazione di protesta per chiedere la sostituzione del commissario capo della polizia di Le Kef, Khaled Ghazouani, accusandolo di "abuso di potere nell'esercizio delle sue funzioni". A quel punto la polizia, su ordine di Ghazouani, avrebbe aperto il fuoco per disperdere la folla. Secondo la tv di stato, il commissario Ghazouani sarebbe stato arrestato dopo gli scontri su ordine del ministero dell'Interno.

Sempre ieri quattro poliziotti sono stati arrestati perchè sospettati di essere coinvolti nella morte di due giovani a Sidi Bouzid. I due sono deceduti ieri sera per un incendio divampato nelle celle di sicurezza della stazione di polizia di Sidi Bouzid, città dalla quale, con il sacrificio del giovane Mohamed Bouazizi lo scorso 17 dicembre, è partita la rivolta popolare che ha portato alla caduta del regime di Ben Ali. La loro morte ha scatenato una serie di proteste, anche violente. Il ministro dell'Interno ha ordinato un'inchiesta per accertare le cause dell'incendio, non escludendo l'ipotesi di un atto doloso opera di sostenitori dell'ex presidente Ben Ali.

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SDA-ATS