Navigazione

Saltare la navigazione

Funzionalità principali

Tunisia: Touil "smarrito" in cella, attese carte accuse

Sono attese nei prossimi giorni da Tunisi le 'carte' che riguardano le accuse mosse ad Abdel Majid Touil, il marocchino arrestato nell'hinterland milanese nei giorni scorsi su mandato di cattura internazionale.

L'uomo sarebbe stato in contatto con gli uomini del commando che lo scorso 18 marzo, al Museo del Bardo, uccise 24 persone, tra cui 4 italiani, e ne ferì 45.

Carte che dimostrerebbero, come ha confermato l'altro ieri un portavoce del ministero degli Interni tunisino, che il 22enne avrebbe fornito supporto logistico agli esecutori dell'attentato. Con l'arrivo dell'incartamento - i termini scadono a fine giugno ma si suppone che il fascicolo venga trasmesso ben prima - si aprirà una nuova fase della procedura in corso davanti alla quinta Corte d'Appello di Milano relativa all'estradizione chiesta da Tunisi.

Fase che prevede, come ha annunciato nei giorni scorsi l'avvocato Silvia Fiorentino, difensore di Touil, il deposito della richiesta di revoca o sostituzione della custodia cautelare in carcere per il 22enne che, ancora venerdì scorso, interrogato dal giudice Pietro Caccialanza, non solo non ha dato il consenso all'estradizione, ma ha spiegato di non aver niente a che fare con la strage del Bardo, di non essere mai stato in Tunisia e ha parlato di "un errore di persona".

Errore da parte di chi ha chiesto il suo arresto accusandolo, per quel che si sa, di aver partecipato "indirettamente" all'attentato. Versione che Touil, da quando è in cella, prima a San Vittore e ora a Opera va ripetendo, chiedendo in continuazione a chi ha avuto modo di parlargli "perché sono qui? Non capisco, non ho fatto nulla".

Intanto questa mattina il giovane ha ricevuto la visita di Daniele Farina, capogruppo di Sel in Commissione Giustizia della Camera. "Mi è sembrato smarrito ma in buone condizioni fisiche", ha poi riferito il parlamentare di Sinistra Ecologia e Libertà.

L'incontro è avvenuto in una delle 14 celle nel cosiddetto reparto di accoglienza e osservazione dove il marocchino si trova da due giorni in compagnia solo della televisione e da dove, dopo i colloqui di routine con gli operatori, verrà trasferito nel vero e proprio reparto di alta sicurezza.

Come ha raccontato Farina, Touil, che ha rifiutato l'ora d'aria, "non parla altro che arabo". Non conosce i rudimenti del francese o dell'inglese e "dell'italiano sa solo qualche parola basilare" per cui è stato difficile avere un colloquio vero e proprio.

In una nota ufficiale, il deputato ha ribadito che nel corso dell'incontro è stato constatato "un apparente stato di buona salute fisica e la regolarità delle condizioni detentive" e ha ribadito che "in attesa che la magistratura completi i suoi accertamenti, Sel mantiene un monitoraggio sull'applicazione della recente normativa antiterrorismo e respinge ogni tentativo di strumentalizzazione politica che tenta di collegare l'emergenza profughi col terrorismo".

Parole chiave

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.