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ANKARA - È di 22 morti - 10 soldati turchi e 12 ribelli curdi - e di circa 30 feriti da entrambe le parti il sanguinoso bilancio di una giornata di battaglia alla frontiera tra Turchia e Iraq che ha segnato oggi la ripresa in grande stile delle ostilità tra le forze armate di Ankara e i militanti del separatista Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk) che dal 1984 si batte per realizzare uno stato curdo indipendente nel sud-est del paese.
Gli attacchi della guerriglia curda si sono intensificati nelle ultime settimane sia in seguito allo scioglimento della neve sulle montagne del Nord Iraq sia dopo le recenti dichiarazioni del leader del Pkk detenuto, Abdullah Ocalan, secondo cui egli non intende più proseguire nei tentativi di dialogo con il governo turco per addivenire a una pacificazione.
Le ostilità - come hanno riferito fonti delle forze armate turche - sono incominciate la scorsa notte con un attacco sferrato dai ribelli contro un'unità di soldati in perlustrazione intorno alla località di Semdinli, nella provincia sud-orientale di Hakkari, vicino alla frontiera con l'Iraq. Nello scontro a fuoco che ne è seguito, otto soldati sono morti e 14 loro commilitoni sono rimasti feriti.
In risposta all'attacco, i caccia turchi hanno bombardato poco dopo basi del Pkk nell'Iraq del Nord, entrando in azione per la seconda volta in pochi giorni sul territorio iracheno per colpire postazioni dei ribelli. Intanto l'esercito ha mandato rinforzi nella regione con la copertura di elicotteri da combattimento.
Le operazioni sul terreno sono proseguite per tutto il giorno e nella tarda mattinata altri due militari di pattuglia nella zona sono morti saltando in aria su una mina piazzata dai ribelli sul ciglio di una strada mentre due loro commilitoni sono rimasti feriti. Successivamente l'esercito ha reso noto che nei combattimenti odierni sono stati uccisi 12 ribelli e 10 sono rimasti feriti.

SDA-ATS