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Turchia: 4.562 soldati cacciati dall'esercito

Il ministro della difesa turco Hulusi Akar KEYSTONE/AP sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 03 giugno 2020 - 16:02
(Keystone-ATS)

Nuove maxi-purghe nell'esercito turco.

A poco più di un mese dal quarto anniversario del fallito colpo di stato contro il governo di Recep Tayyip Erdogan, il ministro della Difesa Hulusi Akar ha annunciato l'allontanamento di altri 4.562 soldati dalle forze armate con l'accusa di legami con la presunta rete golpista di Fethullah Gulen.

Altri 531 già in pensione sono stati privati del loro rango.

"Il nostro obiettivo è di cacciare i terroristi dai nostri ranghi e non permettere a un solo traditore di fregiarsi della gloriosa uniforme militare. La nostra lotta contro le organizzazioni terroristiche, compresa Feto (la rete di Gulen, ndr), continuerà. Lavoriamo a stretto con i servizi di intelligence per fare ciò che è necessario con ogni minima informazione", ha dichiarato Akar.

Le nuove epurazioni annunciate riguardano il periodo che va dalla fine dello stato d'emergenza in Turchia, nel 2018, a oggi. In precedenza, erano quasi 20 mila i soldati già cacciati dall'esercito turco per sospetti legami golpisti. Di questi, 4.156 risultano ancora sotto indagine.

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