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È salito a 37 morti il bilancio dell'attacco con un'autobomba compiuto ieri sera nel centro della capitale turca Ankara. Lo ha reso il ministro della Salute, Mehmet Muezzinoglu.

Le vittime identificate finora con certezza sono 13. Lo riferiscono fonti di sicurezza all'agenzia statale Anadolu precisando che la Procura generale di Ankara ha incaricato 8 magistrati di supervisionare i risultati delle autopsie in corso.

Il ministro della Salute ha fatto una dichiarazione insieme a quello dell'Interno, Efkan Ala, che ha parlato di "attacco terroristico", confermando che si è trattato di un'autobomba. Ala ha aggiunto che le indagini sono in corso e alcune prove su presunte responsabilità sono già emerse. I ministri hanno parlato ieri al termine del vertice sulla sicurezza presieduto dal premier Ahmet Davutoglu a seguito dell'attacco.

Le autorità turche sospettano che dietro l'attacco ci sia il terrorismo di matrice curda. Lo riportano media locali, citando fonti di sicurezza. Un'autobomba del mese scorso sempre ad Ankara era stata attribuita dal governo al Pkk e ai curdi siriani del Pyd ma rivendicata dagli estremisti curdi del Tak.

Il quotidiano Sozcu scrive, citando fonti vicine alle indagini, che tra i due kamikaze che hanno compiuto l'attacco ci sarebbe l'ex studentessa universitaria turca Seher Cagla Demir, che si sarebbe unita al Pkk curdo nel 2013. La donna sarebbe stata identificata attraverso le impronte digitali e alcune parti del suo corpo, rimaste riconoscibili nonostante l'esplosione. Le stesse fonti indicano che l'attacco è stato compiuto con una Bmw bianca del 1995 carica di tritolo. La donna sarebbe stata una studentessa dell'università di Balikesir, nella Turchia nordoccidentale, già finita sotto processo con altre 4 compagne - tra cui 3 sorelle - con l'accusa di far parte del Pkk, considerato un'organizzazione terroristica. Il processo era stato aggiornato nel dicembre scorso in attesa della sentenza.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha espresso con un comunicato la sua condanna per l'attacco. "A seguito dell'instabilità nella regione, negli ultimi anni la Turchia è stata oggetto di attacchi terroristici", scrive Erdogan, senza indicare alcuna organizzazione specifica. Di fronte ad azioni che "minacciano l'integrità del nostro Paese", continua la nota, "proseguiremo la lotta al terrorismo con ancor più determinazione". "Il nostro Stato non cederà mai il suo diritto all'autodifesa contro le minacce terroristiche. Di fronte a questo tipo di odiosi attacchi, il nostro popolo rafforza ancora di più i suoi legami. La Turchia è unita e riuscirà a superare questi momenti difficili", aggiunge Erdogan nel comunicato.

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SDA-ATS