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La Turchia fa scorta di armi antisommossa. Secondo quanto rivelato dalla rivista Nokta, nei primi quattro mesi di quest'anno il ministero dell'Interno di Ankara ha fatto ordini per 212 milioni di euro, con un aumento del 700% rispetto allo stesso periodo del 2014.

Una spesa record nella storia della Turchia decisa dall'ex ministro Efkan Ala. Nei magazzini delle forze di sicurezza turche arriveranno gas e maschere lacrimogeni, diversi camion con cannoni ad acqua (Toma) diventati famosi per il loro impiego massiccio durante le proteste del parco Gezi di due anni fa, veicoli blindati ed equipaggiamenti antisommossa.

Una spesa d'urgenza che fa ipotizzare ai media locali che Ankara si stia preparando a fronteggiare nuove proteste all'indomani delle elezioni politiche del 7 giugno.

In particolare, è significativo l'aumento delle dotazioni delle forze dell'ordine nel sud-est del Paese a maggioranza curda, con oltre 7 mila lacrimogeni inviati a Diyarbakir da gennaio a marzo (+180%). Proprio in quella regione a ottobre si sono registrate violente proteste per il mancato intervento della Turchia nel nord della Siria a difesa della città curda Kobane dall'attacco dell'Isis, con 40 morti e centinaia di feriti.

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SDA-ATS