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Un procuratore di Ankara ha chiesto la condanna all'ergastolo per 28 ex-poliziotti accusati di avere intercettato telefonate dell'allora premier islamico Recep Tayyip Erdogan, nel quadro delle inchieste sulla corruzione ai vertici dello stato.

Gli accusati, riferisce Hurriyet online, sono accusati di fare parte della confraternita islamica Hizmet dell'imam Fetullah Gulen, l'ex-alleato oggi arcinemico di Erdogan. I capi di imputazione sono "associazione per delinquere", "violazione della confidenzialità delle telecomunicazioni", "attentato contro l'integrità dello stato" e "spionaggio politico e militare".

Nel gennaio dell'anno scorso erano uscite su internet le intercettazioni di telefonate fra Erdgan e il figlio Bilal, probabilmente ordinate dai magistrati della Tangentopoli del Bosforo, nelle quali parlavano di come "fare sparire" milioni di dollari conservati in casa.

Erdogan aveva reagito all'esplosione della Tangentopoli del Bosforo il 17 dicembre 2013, che coinvolgeva numerose personalità del regime islamico, accusando Gulen di avere organizzato un "complotto" per fare cadere il suo governo.

Migliaia di funzionari di polizia e centinaia di magistrati, fra cui tutti i titolari delle inchieste contro la corruzione, erano stati dimessi dall'incarico e sostituiti.

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SDA-ATS