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La Corte europea dei diritti umani ha condannato la Turchia per aver violato il diritto alla libertà d'associazione del principale partito d'opposizione, Cumhuriyet Halk Partisi e ha stabilito che lo Stato dovrà versargli 1,09 milioni di franchi come risarcimento.

Il partito si era rivolto a Strasburgo dopo che la Corte costituzionale turca aveva ordinato nel 2012 la confisca di tre milioni di euro come sanzione per quelle che erano state definite spese illegali, in base alla legge sui partiti politici allora in vigore.

I giudici di Strasburgo ritengono che gli articoli della legge su cui la Corte costituzionale turca ha determinato la confisca erano "ambigui" nella definizione di "spese illegali". Ma hanno anche sottolineato che la decisione è stata basata su "un'interpretazione e un'applicazione imprevedibile della legge a detrimento della necessità per il partito di essere in grado di regolare le proprie spese in modo da evitare sanzioni in futuro".

La Corte di Strasburgo rileva che gli Stati hanno il diritto di controllare i conti dei partiti politici ma che le leggi che regolano questo controllo devono essere estremamente chiare e precise.

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SDA-ATS