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Il parlamento turco, nel quale il partito islamico Akp del presidente Recep Tayyip Erdogan ha la maggioranza assoluta, ha negato questa notte il deferimento alla Corte suprema di quattro ex-ministri accusati di corruzione, suscitando dure proteste dell'opposizione.

Il partito del presidente si è però spaccato durante le quattro votazioni. Alcune decine di deputati islamici hanno infatti votato con l'opposizione per il deferimento, rileva la stampa turca.

I quattro ex-ministri - Zafer Caglayan, finanze, Muammer Guler, interni, Egemen Bagis, affari europei, Erdogan Bayraktar, ambiente - avevano dovuto lasciare il governo dopo l'esplosione della tangentopoli del Bosforo il 17 dicembre 2013. Il voto di 'assoluzione' del parlamento, nonostante le gravi accuse dei magistrati all'origine delle indagini contro la corruzione, interviene a pochi mesi dalle elezioni politiche previste per l'estate prossima.

Erdogan, allora premier, aveva reagito alle accuse degli inquirenti denunciando un 'complotto' fomentato dall'ex-alleato l'imam Fetullah Gulen, capo della confraternita islamica Hizmet, ed aveva avviato epurazioni di massa nella polizia e nella magistratura. Migliaia di funzionari e di dirigenti dei servizi di polizia e di magistrati, fra cui tutti i responsabili delle inchieste contro la corruzione, sono stati rimossi.

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SDA-ATS