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STRASBURGO - La Corte europea dei diritti dell'uomo ha condannato oggi la Turchia per non aver protetto la vita di Hrant Dink, il giornalista armeno assassinato da ultranazionalisti il 19 gennaio 2007. La Turchia è stata anche condannata per aver violato la liberta di espressione di Dink, condannandolo per aver denigrato l'identità turca. La Corte ha quindi stabilito che Ankara dovrà versare ai familiari del giornalista 100'000 euro per danni morali.
I giudici di Strasburgo, nella sentenza, hanno evidenziato come non solo i fatti provino che le forze dell'ordine turche, informate dell'imminente omicidio, non abbiano fatto nulla per proteggere il giornalista, ma che - nonostante tutte le prove contro di loro raccolte dalle autorità investigative e giudiziarie - non sia stato istruito alcun processo.
La Corte ha quindi sostenuto che Ankara ha violato l'articolo 2 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, che sancisce il diritto alla vita, sia sotto il profilo sostanziale che procedurale.
I giudici hanno inoltre condannato la Turchia per aver violato il diritto alla libertà di espressione di Hrat Dink. Secondo la Corte, non solo Ankara difficilmente potrebbe provare che la sua condanna era prevista dalla legge o perseguiva uno scopo legittimo, ma soprattutto che fosse necessaria in una società democratica.

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SDA-ATS