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La Corte europea dei diritti umani ha condannato la Turchia per il blocco totale dell'accesso a Youtube effettuato tra il 2008 e il 2010.

Nella sentenza i giudici di Strasburgo affermano che le autorità turche hanno violato il diritto di tre accademici a trasmettere e impartire informazioni garantito dall'articolo 10 della Convenzione europea dei diritti umani perché la legge turca allora in vigore non prevedeva espressamente la possibilità di imporre tale misura.

I giudici di Strasburgo, evidenziano quindi alla Corte, non si sono pronunciati sul diritto di uno Stato a bloccare totalmente l'accesso a Youtube, ma hanno analizzato solamente se la legge allora in vigore in Turchia, nel frattempo modificata, permettesse di imporre tale misura e se l'impossibilità di accedere a Youtube abbia costituito una violazione dei diritti dei ricorrenti.

I fatti condannati dalla Corte di Strasburgo derivano dalla decisione presa il 5 maggio del 2008 dal tribunale penale di primo grado di Ankara di rendere impossibile l'accesso a Youtube in base alla legge n.5156, che regola le pubblicazioni su internet e la lotta contro i reati commessi sulla rete, perché sulla piattaforma erano presenti 10 video che insultavano la memoria di Ataturk.

Nella sentenza i giudici affermano che la legge in questione "non autorizzava il blocco dell'accesso all'integralità di un sito internet a causa del contenuto di una delle pagine web che questo ospitava" e che quindi l'ingerenza nel diritto dei ricorrenti ha violato il loro diritto a trasmettere e impartire informazioni.

Nella sentenza i giudici affermano inoltre che "restrizioni come queste non sono a priori incompatibili con la Convenzione europea dei diritti umani" e che la Corte nel decidere di questo caso non ha preso in esame gli emendamenti introdotti alla legge n.5156 il 27 marzo di quest'anno che ora consentono il blocco totale a un sito internet.

A tale proposito la Corte specifica che "non è suo compito pronunciarsi in astratto sulla compatibilità del regime di blocco dell'accesso ai siti internet che esisteva o esiste in Turchia, e che invece le spetta di determinare in concreto come l'applicazione delle leggi influisca sul diritto alla libertà d'espressione dei ricorrenti".

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SDA-ATS