L'ex premier turco Ahmet Davutoglu ha annunciato stamani le dimissioni dall'Akp, il partito del presidente Recep Tayyip Erdogan, che la scorsa settimana lo aveva già deferito al Consiglio di disciplina della formazione politica con una richiesta di espulsione.

"L'Akp non può più raggiungere i nostri obiettivi, formeremo un nuovo movimento politico", ha detto Davutoglu in una conferenza stampa ad Ankara. L'addio all'Akp rappresenta l'ultimo passo nel processo di rottura tra Erdogan e il suo ex fedelissimo, cui affidò temporaneamente la guida del governo e del partito quando nel 2014 fu obbligato a lasciarle per assumere la carica di presidente della Turchia.

Davutoglu, che si dimise da primo ministro nel 2016 poco prima del fallito golpe, si è allontanato da tempo dalla linea dell'Akp e di recente lo ha criticato duramente, accusandolo tra l'altro di agire in modo "contrario allo spirito democratico". Si fa così sempre più nutrita la fronda dei dissidenti eccellenti nel campo di Erdogan. L'ex ministro delle finanze Ali Babacan, definito lo zar dietro la crescita economica di Ankara, aveva già annunciato di lavorare a un nuovo partito, che avrebbe anche la benedizione dell'ex presidente Abdullah Gul, puntando ai delusi dal presidente tra i moderati e riformisti islamici di centrodestra.

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