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Davanti a un tribunale di Istanbul si è aperto questo pomeriggio un processo contro 255 giovani manifestanti scesi in piazza pacificamente l'anno scorso durante le grandi proteste di Gezi Park, contro i quali la Procura chiede condanne fino a 12 anni di carcere in base a diversi capi di accusa, dal non rispetto della legge sulle manifestazioni al consumo di alcol in una moschea.

Il primo filone del processo, contro 32 imputati, riguarda la vicenda della presunta 'profanazione' della moschea di Domabahce Bexm-i Alem Valide Sultan di Besiktas, sulla sponda europea di Istanbul, denunciata durante un comizio nel giugno scorso dallo stesso premier islamico Recep Tayyip Erdogan.

Il capo del governo, che aveva ordinato una dura repressione del movimento di protesta dei giovani turchi, aveva affermato che manifestanti avevano consumato alcol nella moschea, che era stata trasformata in ospedale da campo per i ragazzi feriti negli scontri con la polizia. Le accuse di Erdogan erano però state smentite dall'imam della moschea Fuat Yildirim. "Non ho visto nessuno consumare alcol nella moschea o avere in mano una bevanda alcolica" aveva affermato Yildirim dopo essere stato interrogato per sei ore sulla vicenda dagli agenti dell'anti-terrorismo. "Non posso dire una bugia, aveva aggiunto, sono un uomo di Dio". L'imam Yildirim è stato trasferito in una moschea di un quartiere periferico di Istanbul.

Fra le 'prove' dell'accusa nella vicenda della moschea ci sono, riferisce Hurriyet online, una lattina di birra vuota ed un pacchetto di sigarette pure vuoto che sarebbero stati trovati nei bidoni della spazzatura della moschea. Fra le varie altre accuse mosse ai 255 giovani incriminati dalla 55esima Corte Penale di Istanbul figurano il presunto danneggiamento di beni pubblici, la partecipazione a manifestazioni illegali, la perturbazione di servizio pubblico e la "protezione di criminali". Alcuni imputati, medici o infermieri, sono inoltre accusati di avere curato i manifestanti feriti, riferisce Hurriyet, "usando illegalmente l'autorità e l'uniforme della professione medica".

Altri processi a manifestanti di Gezi Park sono già in corso o sono programmati in Turchia. Il 12 giugno è previsto l'inizio del processo contro 26 esponenti della Piattaforma Taksim, formata da professionisti apolitici di Istanbul, accusati di avere costituito una 'organizzazione criminale'.

La dura repressione del movimento di protesta anti-governativo dei giovani turchi l'anno scorso, cui hanno partecipato oltre 3 milioni di persone, ha fatto 8 morti e più di 8 mila feriti fra i manifestanti.

SDA-ATS