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Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan.

KEYSTONE/AP Pool Presidential Press Service/MURAT CETINMUHURDAR

(sda-ats)

La Turchia ha usato i suoi imam e consiglieri per gli affari religiosi basati nelle sue ambasciate in Europa per sorvegliare i seguaci di Fethullah Gulen, ritenuto dal presidente Recep Tayyip Erdogan il mandante del tentativo di colpo di stato del 15 luglio.

Lo rivela il quotidiano belga Le Soir, secondo il quale l'ambasciata turca di Bruxelles ha prodotto la relazione più corposa.

L'insieme dei documenti che accompagnano l'ampio servizio pubblicato oggi dal quotidiano è stato raccolto dal network di giornalisti European investigative cooperation (Eic).

Secondo Le Soir l'attività di sorveglianza è stata condotta in 38 Paesi, circa la metà europei, tra questi Belgio, Italia, Germania, Olanda, Gran Bretagna, Svezia, Finlandia e Danimarca.

Il quotidiano turco Hürriyet aveva rivelato, già a dicembre, il contenuto di un'informativa del Direttorato per gli affari religiosi (Dyanet) alla commissione parlamentare turca incaricata di condurre l'inchiesta sul tentato golpe, in cui si parlava di una cinquantina di relazioni sulle attività guleniste in 38 Paesi.

SDA-ATS

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