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La riforma costituzionale voluta dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan è stata largamente accolta dalla diaspora, con l'eccezione dei turchi residenti in Svizzera.

KEYSTONE/EPA/TOLGA BOZOGLU

(sda-ats)

È stato il voto all'estero a regalare il maggior successo al presidente turco Recep Tayyip Erdogan.

Dalla Germania all'Olanda, passando per Austria e Belgio il sì ha superato il 60%, andando in molti casi anche oltre, mentre la riforma è stata bocciata nettamente dai turchi residenti in Svizzera.

Secondo i dati diffusi nella notte dall'agenzia di stampa ufficiale turca Anadolu, in Germania, dove risiede la più grande comunità turca all'estero (1,4 milioni gli aventi diritto), il 63,07% degli elettori ha detto sì alla riforma costituzionale che assegna ampi poteri al presidente.

In Austria e in Belgio, hanno creduto nella riforma rispettivamente il 73,23% e il 74,98% degli elettori. In Olanda ha votato per il sì il 70,94% degli aventi diritto, mentre nella Confederazione si è espresso a favore del passaggio al sistema presidenziale il 38,08% dei votanti. Il dato svizzero, comunicato all'ats dall'ambasciata turca a Berna, si riferisce allo spoglio del 99,97% delle schede. Nella Confederazione, tra il 27 marzo e il 9 aprile, hanno votato 54'436 dei 95'263 elettori iscritti.

Il voto all'estero (gli aventi diritto sono circa 2,9 milioni su un totale di 55,3 milioni di elettori) si è concluso lo scorso 9 aprile e, stando ai dati ufficiali ancora non definitivi pubblicati da Anadolu, il 59,09% degli elettori ha sostenuto la riforme voluta da Erdogan. La commissione elettorale non ha ancora pubblicato alcun risultato relativo alla diaspora.

Sempre secondo l'agenzia di stampa turca, in patria il sì alla riforma costituzionale ha raggiunto il 51,18%. Per l'insieme de corpo elettorale i sì raggiungono il 51,41%.

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SDA-ATS