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Il Pkk curdo ha minacciato di attaccare le dighe in costruzione nel sud-est della Turchia in risposta alla creazione di accampamenti militari da parte dell'esercito di Ankara in violazione del cessate il fuoco.

L'annuncio è arrivato con un comunicato del Kck, l'Unione delle comunità curde, organizzazione ombrello che include il Pkk.

"Lo stato turco si è avvantaggiato delle condizioni del cessate il fuoco non per una soluzione politica democratica ma per acquisire una posizione favorevole in preparazione di una guerra, costruendo dozzine di accampamenti e strade per scopi militari e dighe per un genocidio culturale", recita il comunicato.

"Il movimento curdo ha deciso di non accettare più questo trattamento e di utilizzare tutti i mezzi necessari, incluse le forze della guerriglia, per fermare la costruzione di tutte le dighe".

Dalla fine del 2013 è in corso un negoziato di pace tra il governo di Ankara e il Pkk, inserito da Turchia, Usa ed Ue nella lista delle organizzazioni terroristiche. Nei mesi scorsi il leader del Pkk Abdullah Ocalan, detenuto nell'isola prigione di Imrali dal 1999, ha lanciato ai suoi diversi appelli a discutere del disarmo. Il conflitto tra Turchia e Pkk ha provocato oltre 40 mila morti dal 1984.

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SDA-ATS