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La Turchia si conferma il nemico numero uno di Twitter. È quanto emerge dall'ultimo rapporto sulla trasparenza diffuso dallo stesso social network e riferito ai primi sei mesi di quest'anno.

Il Paese guidato dal presidente Recep Tayyip Erdogan ha presentato il maggior numero di richieste di rimozione di contenuti sgraditi, per un totale di 718: una cifra oltre dieci volte superiore a quella del secondo nella lista, la Russia di Vladimir Putin.

Le richieste sono giunte sia da parte dei tribunali (408 delle 442 totali nel mondo) che dalle agenzie governative (310 su 561). In un caso su tre, contenuti sono stati rimossi. Il numero degli account bloccati è di 125 su un totale di 158 nel mondo, mentre i tweet cancellati ammontano 1'667 su 2'354.

"Abbiamo presentato obiezioni legali al 60% degli ordini (di rimozione, ndr) turchi - spiega il rapporto - Le nostre obiezioni hanno prevalso nel 5% dei casi", portando allo sblocco di 8 account e 20 tweet.

Sono invece 412 le richieste di informazioni su account da parte di Ankara, che in questa graduatoria è terza dietro Stati Uniti e Giappone. La Turchia ha più volte bloccato l'accesso a Twitter. L'ultimo episodio risale al mese scorso, quando è stato censurato per rimuovere le immagini legate alla strage dell'Isis a Suruc.

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SDA-ATS